Nel suo discorso di apertura, Damian Müller, presidente di Swiss Medtech, delinea la situazione critica in cui versa attualmente il settore: «Il medtech è al centro degli sconvolgimenti globali del commercio e della politica», afferma il Consigliere agli Stati lucernese. «Dobbiamo rafforzare le condizioni quadro sul territorio nazionale e promuovere attivamente il libero scambio. Un settore che salva vite umane, impiega oltre 70’000 persone e contribuisce in modo significativo al benessere della Svizzera merita il pieno sostegno dei politici e delle autorità.»
Un chiaro Sì al pacchetto Svizzera-UE
All’insegna del motto «Un anno dopo», l’ambasciatore Patric Franzen, capo negoziatore della Svizzera per le trattative con l’UE e segretario di Stato supplente del DFAE, è salito nuovamente sul palco della conferenza. Se un anno fa aveva parlato dello stato dei negoziati, questa volta ne ha presentato l’esito. Per quanto riguarda il pacchetto Svizzera-UE, un nuovo sondaggio gfs mostra che otto aziende medtech su dieci sono favorevoli all’approccio bilaterale e la grande maggioranza oggi direbbe Sì al pacchetto. Determinante per il supporto: il settore del medtech vuole riavere l’accesso diretto al mercato dell’UE che ha perso nel maggio 2021 con l’interruzione dei negoziati tra Svizzera e UE.
«Le nostre aziende sanno esattamente cosa significa perdere un accesso continuativo. Basta con le speculazioni», afferma Adrian Hunn, direttore di Swiss Medtech. «Nessun altro settore in Svizzera è più legittimato a esprimersi su questo tema.» Circa la metà di tutte le esportazioni medtech è destinata all’UE, che costituisce così il più importante partner commerciale del settore.
I dazi USA pesano ulteriormente sull’industria dell’export
Dal 7 agosto 2025 Washington applica un’aliquota di dazio del 39 percento sui prodotti medtech svizzeri. Attualmente, in virtù del Protocollo di Nairobi, solo i prodotti destinati alle persone con disabilità sono esenti da dazi doganali.
Gli Stati Uniti, con quasi un quarto delle esportazioni, sono il secondo principale mercato di vendita dopo l’UE. Un’indagine dell’associazione mostra che otto aziende su dieci valutano l’attuale situazione economica da leggermente a molto negativa. Oltre al franco forte e alle maggiori difficoltà di accesso al mercato dell’UE, i dazi statunitensi stanno esercitando un’ulteriore pressione sul settore. A esserne colpiti sono soprattutto i fabbricanti e fornitori che operano a livello globale. Un terzo delle aziende si sta concentrando su nuovi mercati di vendita, mentre il 20 percento sta valutando di trasferire parte della produzione negli Stati Uniti. Allo stesso tempo, il settore chiede una politica interna che riduca l’iperregolamentazione, sostenga i Bilaterali III e rafforzi il libero scambio con altri mercati globali.
Alla fine di settembre, il governo USA ha avviato un’indagine ai sensi della Section 232 con l’intento di esaminare se la dipendenza degli Stati Uniti dalle importazioni di medtech rappresenti un rischio per la sicurezza nazionale. Ne è interessata un’ampia gamma di prodotti, dai dispositivi di protezione individuale ai materiali di consumo, dai beni d’investimento ai dispositivi medici complessi, come gli impianti.
«Questa indagine crea ulteriore incertezza», afferma Adrian Hunn, direttore di Swiss Medtech. «Le barriere commerciali sui dispositivi medici danneggiano il settore e, in ultima analisi, i pazienti».
Con i dati climatici per l’accesso al mercato
Anche la politica climatica è politica economica: è ciò che emerge dalla conferenza. Nel quadro di un programma prioritario, Swiss Medtech presenta la sua roadmap per la decarbonizzazione, che supporta le aziende nella riduzione sistematica delle emissioni di CO₂ e nel raggiungimento delle emissioni nette pari a zero. «I dati climatici sono un requisito per l’accesso a molti mercati», sottolinea Adrian Hunn. «Con la nostra roadmap, diamo alle aziende uno strumento pratico per rimanere competitive».
Swiss Medtech rappresenta in qualità di associazione di categoria del settore medtech svizzero circa 800 soci. Con 71’700 occupati e un contributo dell’11,9% al bilancio commerciale positivo della Svizzera, il medtech è un settore economicamente importante. Swiss Medtech si adopera per un settore in cui la tecnologia medica può fornire prestazioni di punta a beneficio di un’assistenza medica di prim’ordine.