No a nuove tasse sui dispositivi medici

 

Nuove tasse sui dispositivi medici sono un autogol politico per la piazza svizzera, soprattutto in una situazione economica e di approvvigionamento già tesa.

Di cosa si tratta?

Negli ultimi anni l’Istituto svizzero per gli agenti terapeutici Swissmedic ha generato costantemente eccedenze nell’ordine di milioni. Con entrate di circa 115 milioni di franchi, l’istituto disponeva alla fine del 2023 di riserve superiori a 100 milioni di franchi. Nel suo rapporto del 2023, il Consiglio federale aveva dichiarato che sarebbe stato possibile coprire le perdite prevedibili, soprattutto a causa dell’aumento dei costi informatici, con queste riserve. 

Tuttavia, nel 2024 Swissmedic ha registrato una perdita di 23,4 milioni di franchi. Secondo il comunicato stampa del 25 novembre 2025, l’istituto prevede disavanzi anche per l’anno 2025 e per gli anni successivi. Nell’ambito della prevista revisione della legge sui prodotti terapeutici (3b) si intende proporre un'im-posta di vigilanza sui dispositivi medici, che dovrebbe garantire un gettito annuo compreso tra 20 e 25 milioni di franchi.

La posizione di Swiss Medtech

Swiss Medtech respinge fermamente le nuove tasse di sorveglianza proposte, in particolare per quattro motivi: Primo, non è sostenibile dal punto di vista politico-normativo trasferire i deficit di un’autorità federale all’industria. Secondo, un’analisi isolata delle tasse senza considerare l’onere dell’IVA è riduttiva. Terzo, nuove tasse in considerazione degli oneri esistenti sono un autogol politico per la piazza svizzera. Quarto, i costi aggiuntivi aggraverebbero ulteriormente l’attuale carenza di approvvigionamento di dispositivi medici.

Swiss Medtech chiede pertanto che si rinunci all’introduzione di nuove tasse di sorveglianza sui dispositivi medici. Dovrebbero invece essere utilizzate le riserve esistenti dell’Istituto svizzero per gli agenti terapeutici Swissmedic e analizzate le cause dei deficit. Tra queste rientrano soprattutto una verifica dell’efficienza indipendente e trasparente dell’andamento dei costi presso Swissmedic.

Argomentazioni 

Non trasferire i deficit delle autorità sull’industria 
I problemi finanziari dell’Istituto svizzero per gli agenti terapeutici Swissmedic richiedono innanzitutto un’elaborazione interna coerente. Un’azienda federale con una contabilità propria e un mandato di prestazioni chiaramente definito è responsabile delle proprie finanze. Un deficit generato in breve tempo dopo anni di riserve elevate non è un evento naturale, ma un problema di gestione. Nuove tasse di sorveglianza per coprire il deficit spostano la responsabilità dall’autorità all’industria medtech: dal punto di vista politico-normativo una situazione del tutto insostenibile.

Parità di trattamento? Ma con coerenza!
A prima vista sembra contraddittorio che per i medicamenti si applichi una tassa di sorveglianza, mentre per i dispositivi medici no. In effetti, la regolamentazione è comprensibile: i dispositivi medici sono soggetti all’IVA regolare dell’8,1 percento; da soli, generano annualmente circa 600 milioni di franchi per le casse federali. I medicamenti, per contro, sono soggetti a una tassazione molto ridotta, pari al 2,6 percento. Se si devono imporre tasse di sorveglianza sui dispositivi medici, è necessaria una parità di trattamento tra i medicamenti e i dispositivi medici. Considerare unicamente le tasse è riduttivo. 

Nuove tasse sono un autogol per la piazza svizzera 
Considerando i già pesanti oneri per il settore della tecnologia medica – dal mancato accordo commerciale con l’UE (MRA) all’attuazione della regolamentazione europea dei dispositivi medici (MDR) fino al franco forte e ai nuovi dazi statunitensi – la politica è chiamata a creare condizioni quadro affidabili. Nuove tasse di sorveglianza sono un autogol politico per la piazza svizzera: aumentano ulteriormente l’onere finanziario delle imprese e indeboliscono la piazza economica svizzera in un mercato fortemente competitivo a livello internazionale. Nessun altro Paese ha una tassa di sorveglianza sui dispositivi medici paragonabile.

Più tasse, meno dispositivi medici
La carenza di approvvigionamento di dispositivi medici è già oggi allarmante. Cinque anni fa la Svizzera ha inasprito le barriere all’importazione di dispositivi medici. Di conseguenza, circa il 15 percento dei dispositivi medici è scomparso dal mercato svizzero. Nuove tasse di sorveglianza peggiorerebbero ulteriormente questo andamento, poiché renderebbero l’approvvigionamento nel piccolo mercato svizzero ancora meno attraente dal punto di vista economico. A farne le spese, alla fine, sono le e i pazienti in Svizzera. Sebbene la Svizzera sia uno dei Paesi con il maggiore potere d’acquisto al mondo, sta perdendo importanza come mercato per i dispositivi medici. La regolamentazione non deve portare a carenze di approvvigionamento.

Adrian Hunn

Direttore

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