Swiss Medtech ha commissionato all’istituto demoscopico gfs.bern un sondaggio tra i suoi oltre 800 soci avente come oggetto i Bilaterali III. «Per il Consiglio direttivo è importante che la posizione dell’associazione sul pacchetto Svizzera-UE non arrivi semplicemente dall’alto, ma che venga ascoltata la voce delle imprenditrici e degli imprenditori, che sono portatori di innovazione e di posti di lavoro: il loro punto di vista è quindi indispensabile per la discussione politica», afferma Damian Müller, presidente di Swiss Medtech.
La soluzione bilaterale è indispensabile per il medtech
Otto aziende su dieci promuovono la soluzione bilaterale. Ben due terzi sono a favore del nuovo pacchetto Svizzera-UE e, a oggi, voterebbero Sì. Oltre il 70 percento delle aziende del medtech considera il pacchetto Svizzera-UE importante per la propria attività. La valutazione è ancora più chiara per quanto riguarda la Svizzera come piazza medtech nel suo complesso: in questo caso, oltre l’80% considera il pacchetto importante per la competitività. Questo consenso chiaro sottolinea che relazioni contrattuali stabili con l’UE rivestono un ruolo centrale per il medtech. L’UE è il principale partner commerciale dell’industria svizzera della tecnologia medica. Uno su tre degli oltre 70’000 posti di lavoro del settore dipende direttamente dagli ordini provenienti dall’UE.
Alta partecipazione – mandato chiaro
In termini di numero di dipendenti e di fatturato, Swiss Medtech rappresenta circa il 90 percento dell’industria svizzera della tecnologia medica, con oltre 800 soci. «Il tasso di risposta del sondaggio, pari al 40 percento, è stato straordinariamente elevato – soprattutto considerando che il sondaggio si è svolto nel bel mezzo delle vacanze estive», spiega Lukas Golder, co-direttore dell’istituto demoscopico.
«La cosa non mi sorprende. Molte aziende sono direttamente interessate e hanno quindi risposto all’appello», racconta Adrian Hunn, direttore di Swiss Medtech. Oltre il 70 percento degli intervistati ritiene che l’associazione debba impegnarsi a favore del pacchetto. «Non considero il chiaro voto dei nostri soci solo come una legittimazione, bensì come un mandato chiaro per supportare con impegno i Bilaterali III nell’interesse del medtech», prosegue il direttore.
Determinante: accesso al mercato e libera circolazione delle persone
L’accesso diretto al mercato tramite l’accordo commerciale MRA (Mutual Recognition Agreement) e la libera circolazione delle persone sono i due motivi principali per cui il settore ha approvato ampiamente il pacchetto Svizzera-UE. Dalla rottura dei negoziati tra la Svizzera e l’UE nel maggio 2021, l’industria medtech ha perso l’accesso diretto al mercato interno dell’UE. «Le nostre imprese non devono speculare: da maggio 2021 sanno esattamente cosa significa perdere un facile accesso al loro partner commerciale più importante. Nessun altro settore in Svizzera è più legittimato a esprimersi su questo tema», spiega Adrian Hunn.
Quasi l’80 percento ritiene che la perdita dell’accesso diretto al mercato indebolisca la competitività della Svizzera come piazza medtech. Questa valutazione è riscontrabile nelle aziende di ogni dimensione e regione linguistica e spiega quanto l’intero settore sia gravato dagli ulteriori ostacoli del mercato.
Le voci critiche sul pacchetto sono chiaramente una minoranza. Sono quasi esclusivamente di natura ideologica o istituzionale. Il processo di formazione dell’opinione è ancora in corso. Con l’aumentare delle informazioni, è probabile che questa si sviluppi ulteriormente a favore del pacchetto, poiché per la maggior parte delle aziende l’accesso garantito al mercato interno europeo è di importanza essenziale. «La nostra prosperità si basa sostanzialmente sull’industria forte dell’export. La concorrenza internazionale è dura, per questo le nostre aziende hanno bisogno di condizioni quadro affidabili. Per poter investire, crescere e garantire posti di lavoro, la nostra industria necessita di un accesso al mercato non gravato dalla burocrazia e di certezza del diritto», spiega Damian Müller, presidente di Swiss Medtech.
Aspetti principali in sintesi
- Partecipazione: sono stati interpellati tutti gli 823 soci di Swiss Medtech. Hanno risposto in 323, con un tasso di risposta molto elevato, pari a circa il 40%.
- Atteggiamento verso la soluzione bilaterale: ben otto aziende medtech su dieci (81%) sono chiaramente a favore dell’attuale soluzione bilaterale.
- Posizione nei confronti del nuovo pacchetto Svizzera-UE: ben due terzi (63%) delle aziende medtech sostengono il pacchetto e voterebbero a favore oggi stesso. L’11% è contrario, il 13% non si è ancora fatto un’opinione e un altro 13% non ha dato una risposta.
- Mandato all’associazione: il 71% degli intervistati ritiene che l’associazione debba impegnarsi a favore del pacchetto.
- Importanza del pacchetto Svizzera-UE per la competitività: il 70% delle aziende del medtech considera il pacchetto Svizzera-UE importante per la propria attività. L’83% lo ritiene importante per la Svizzera come piazza del medtech nel suo complesso.
- Motivi dell’approvazione: l’accesso al mercato attraverso il MRA e la libera circolazione delle persone sono le due ragioni principali dell’ampio consenso al pacchetto Svizzera-UE.
- Chiusura: dai risultati emergono leggere differenze tra grandi aziende e PMI e tra regioni linguistiche. Le start-up e le aziende della Romandia tendono a essere più caute. Nel complesso, tuttavia, le differenze non sono statisticamente significative.
Swiss Medtech rappresenta in qualità di associazione di categoria del settore medtech svizzero circa 800 soci. Con 71’700 occupati e un contributo dell’11,9% al bilancio commerciale positivo della Svizzera, il medtech è un settore economicamente importante. Swiss Medtech si adopera per un settore in cui la tecnologia medica può fornire prestazioni di punta a beneficio di un’assistenza medica di prim’ordine.